Epigram 9.41

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Codex Palatinus 23, p. 364

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ἡ πάρος ἀντιπάλων ἐπιήρανος ἀσπὶς ἀκόντων,
ἡ φόνιον στυγνοῦ κῦμα φέρουσα, μόθου,
ἄγριον οὐδ᾽ ὅτε πόντος ἐπὶ κλόνον ἤλασε φωτί,
καὶ πικρὴ ναυτέων ἔπλεθ᾽ ἁλιφθορίη,

συζυγίης ἀμέλησα: καλὸν δέ σε φόρτον ἄγουσα,
ναὶ φίλος, εὐκταίων ἄχρις ἔβην λιμένων.

— Paton edition

Io, sono uno scudo, che una volta proteggeva dalle aste dei nemici e che reggeva all’ondata di una guerra sanguinosa, anche allora, quando il mare travolse con furia sanguinosa il padrone, i marinai perirono miseramente. Ma con te, prezioso fardello, amico mio, sono andato fino al porto per cui avevi pagato.

— Cagnazzi

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