Epigram 9.39

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Codex Palatinus 23, p. 364

Texts

ἁ Κύπρις Μούσαισι:
κοράσια, τὰν Ἀφροδίταν

τιμᾶτ᾽, ἢ τὸν Ἔρων ὔμμιν ἐφοπλίσομαι.

χαἰ Μοῦσαι ποτὶ Κύπριν
Ἄρει τὰ στωμύλα ταῦτα:

ἡμῖν δ᾽ οὐ πέτεται τοῦτο τὸ παιδάριον.

— Paton edition

Cipride alle Muse: “Giovinette, onorate Afrodite oppure armerò di tutto punto Cupido
contro di voi.” E le Muse a Cipride: “Lasciate ad Ares queste ciance; per noi questo
mocciosetto neppure vola.”

— Cagnazzi

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Divinités
Épithètes et épiclèses

Comments

#1

战神和爱神是情人关系

#2

God of War and Eros are lovers, the illegal ones

#3

Le Muse, divinità greche dedite all’arte, si oppongono ad Afrodite; disinteressate all’amore e alla guerra, non temono Cupido, anzi lo considerano un mocciosetto senza valore. Cupido, nella mitologia latina o Eros, in quella greca, è il dio dell’amore. Viene rappresentato come il figlio di Afrodite, i cui maliziosi interventi negli affari di dei e mortali fanno sì che si formino legami d’amore, spesso illecitamente. Nei successivi poemi satirici, è rappresentato come un bambino bendato, mentre nella prima poesia greca, Eros era raffigurato come un maschio adulto che incarna il potere sessuale e un artista profondo. Viene citato innumerevoli volte in poesie d’amore: un esempio è “La freccia di Cupido” di Orazio Claveri.

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