Epigram 9.38

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Codex Palatinus 23, p. 364

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εἰ μὲν ἀνὴρ ἥκεις, ἄρυσαι, ξένε, τῆσδ᾽ ἀπὸ πηγῆς:
εἰ δὲ φύσει μαλακός, μή με πίῃς πρόφασιν.
ἄρρεν ἐγὼ ποτόν εἰμι, καὶ ἀνδράσι μοῦνον ἀρέσκω:
τοῖς δὲ φύσει μαλακοῖς ἡ φύσις ἐστὶν ὕδωρ.

— Paton edition

Se da una parte tu uomo arrivi, o straniero, attingi da questa fonte; se invece sei debole
per natura, non bere me senza motivo. Io sono sostanza virile e piaccio soltanto agli
uomini, la natura invece è acqua per i deboli per natura.

— Cagnazzi

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#1

This seems to be a vindication of the fountain of Salmacis near Halicarnassus, the water of which had the reputation of making men effeminate.

#2

Even the spring water has some sexist views

#3

泉水也带有性别主义的想法

#4

Come nell’epigramma IX, 37 anche in questo epigramma troviamo la personificazione della fonte. Questa epigrafe, rientrando nella sezione descrittiva, può essere intesa come un messaggio posto nei pressi di una fonte come avvertimento per gli avventori di non sporcarlo. Lo stesso valore della fonte degna di uomini giusti, lo si ritrova nel Vangelo secondo Giovanni 4,14: ‹‹Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna››

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