Epigram 9.16

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Codex Palatinus 23, p. 360

Texts

τρισσαὶ μὲν Χάριτες, τρεῖς δὲ γλυκυπάρθενοι Ὧραι:
τρεῖς δ᾽ ἐμὲ θηλυμανεῖς οἰστοβολοῦσι Πόθοι.
ἦ γάρ τοι τρία τόξα κατήρτισεν, ὡς ἄρα μέλλων
οὐχὶ μίαν τρώσειν, τρεῖς δ᾽ ἐν ἐμοὶ κραδίας.

— Paton edition

Da un lato le tre Grazie, dall’altro le tre dolci fanciulle, le Ore: dall’altro ancora i tre Desideri che fanno impazzire le donne mi affliggono.
Infatti, certamente egli (Eros) scagliò tre frecce così dunque aveva il potere di penetrare non una sola volta nel mio cuore, bensì tre.

— Cagnazzi

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Comments

#1

第一次看到将脚踏多条船说的这样清新脱俗

#2

The first time to find someone describing his amorous emotion so justifiably reasonable

#3

“Le Tre Grazie” è un’opera scultorea del Canova, scolpita nel 1813-1816 in marmo e oggi conservata presso il museo dell'Hermitage, San Pietroburgo. Rimanda alla mitologia greca al pari di un dipinto omonimo di Raffaello Sanzio. La scultura rimane una delle più importanti e affascinanti del Canova.

La simbologia delle frecce nell’amore ricorre frequentemente come dimostrato anche nella seconda ecloga di Virgilio e nel XII libro dell’Anthologia Palatina, epigramma 127.

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