Epigram 9.3

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Codex Palatinus 23 p. 358

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εἰνοδίην καρύην με παρερχομένοις ἐφύτευσαν
παισὶ λιθοβλήτου παίγνιον εὐστοχίης.

πάντας δ᾽ ἀκρεμόνας τε καὶ εὐθαλέας ὀροδάμνους
κέκλασμαι, πυκιναῖς χερμάσι βαλλομένη.

δένδρεσιν εὐκάρποις οὐδὲν πλέον ἦ γὰρ ἔγωγε
δυσδαίμων ἐς ἐμὴν ὕβριν ἐκαρποφόρουν.

— Paton edition

Piantarono me, un noce, lungo la strada come zimbello del lancio mirato di pietre da parte
dei fanciulli. Compiango tutti i rami e anche le fronde fiorite perché colpito da fitti lanci di
pietra. Non c’è futuro per le piante fruttifere che infatti io solo e sventurato a mio
svantaggio produssi.

— Cagnazzi

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Keywords

Scholium

Scholium 9.3.1

Comments

#1

There is sometimes malice in life; fame and achievements can be a death-defying disaster, both for people and for trees

#2

树大招风

#3

rinvia ad un’elegia di Ovidio che si chiama nux, nucis (cfr. “Le tre nuces dello Pseudo-Ovidio”) epigramma Bobiensia 44 che rappresenta la traduzione latina di questo epigramma greco. È un’opera di 91 distici tramandata insieme alle opere di Ovidio; la maggior parte dei poeti la ritiene però spuria.

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