Epigram 9.2

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Codex Palatinus 23 p. 358

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Κεμμάδος ἀρτιτόκου μαζοῖς βρίθουσι γάλακτος
ἡ φονίη δακέτων ἰὸν ἐνῆκεν ἔχις:
φαρμαχθὲν δ᾽ ἰῷ μητρὸς γάλα νεβρὸς ἀμέλξας
χείλεσι, τὸν κείνης ἐξέπιεν θάνατον.

— Paton edition

La vipera omicida iniettò del veleno degli animali feroci nelle mammelle della cerbiatta, che
ha partorito da poco, appesantite dal latte. Il cerbiatto si avvelenò schiacciando con le
labbra il latte materno ed estrasse la sua morte.

— Cagnazzi

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Scholium

Scholium 9.2.1

Comments

#1

For weak cubs, the death of a mother often means the death of them in nature

#2

对于孱弱的幼崽而言,他们和母亲同生同死

#3

L’autore di questo epigramma non è rubricato in nessun repertorio onomastico e si concede libertà morfologiche perché concorda al femminile un aggettivo a due uscite “φονιη”, le quali maschile e neutro, e inoltre muta l’attesa alfa in età. Nell’edizione di Beckby non compare nessuna nota di approfondimento.

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