Epigram 9.25

URN
Created on
By
Updated on

Descriptions

Codex Palatinus 23, p. 362

Texts

γράμμα τόδ᾽ Ἀρήτοιο δαήμονος, ὅς ποτε λεπτῇ
φροντίδι δηναιοὺς ἀστέρας ἐφράσατο,

ἀπλανέας τ᾽ ἄμφω καὶ ἀλήμονας, οἷσιν ἐναργὴς
ἰλλόμενος κύκλοις οὐρανὸς ἐνδέδεται.

αἰνείσθω δὲ καμὼν ἔργον μέγα, καὶ Διὸς εἶναι
δεύτερος, ὅστις ἔθηκ᾽ ἄστρα φαεινότερα.

— Paton edition

Questa è l’opera del saggio Arato, il quale un giorno spiegò con cura le longeve stelle sia fisse che erranti e a cui si lega roteando il cielo alle orbite. Che sia glorificato per aver costruito una grande opera e che sia lodato come secondo a Zeus che ha collocato le stelle molto luminose.

— Cagnazzi

Cities

Keywords

Divinités
Poètes cités
Motifs

Comments

#1

Aratus of Soli (c. 270 B.C.) was the author of the φαινόμενα and Διοσημεία.

#2

A hymn to Aratus

#3

NOTA: Nel terzo rigo del manoscritto, la parola “οισι” viene scritta “οισιν”

Alignments

External references