Epigram 5.16

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Codex Palatinus 23 P. 90

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μήνη χρυσόκερως, δέρκευ τάδε, καὶ περιλαμπεῖς
ἀστέρες, οὓς κόλποις Ὠκεανὸς δέχεται,
ὥς με μόνον προλιποῦσα μυρόπνοος ᾤχετ᾽ Ἀρίστη:
ἑκταίην δ᾽ εὑρεῖν τὴν μάγον οὐ δύναμαι.

ἀλλ᾽ ἔμπης αὐτὴν ζωγρήσομεν, ἢν ἐπιπέμψω
Κύπριδος ἰχνευτὰς ἀργυρέους σκύλακας.

— Paton edition

Lune aux cornes d’or, vois ceci, et vous aussi, étoiles
Qui éclairez en rond, et que l’Océan reçoit dans son sein,
Comment, me laissant seul, s’en est allée Aristée :
Pour le sixième jour je ne peux trouver cette sorcière.
Mais nous la capturerons quand même, si j’envoie
Les chiens de chasse argentés de Cypris.

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#1

Segugi d'argento

L’immagine dei segugi potrebbe riferirsi ad antiche monete romane in argento (Denario C. postumius, risalente al 74 a.C. circa). Sul dritto delle monete è raffigurato il volto di Diana, dea della caccia, con arco e faretra sulle spalle: così infatti veniva rappresentata nell’iconografia tradizionale, con il capo ornato da un quarto di luna e accompagnata da un levriero o da un cervo. Sul retro delle monete è raffigurato invece un cane da caccia in corsa, in basso una lancia e alla base la scritta in rilievo "C. POSTUMI / TA". Come i segugi sono in grado di seguire le tracce e ritrovare una preda, così le monete sono un mezzo efficace per riportare la donna al suo amante. Secondo un’altra interpretazione, i segugi d’argento potrebbero essere un richiamo al mito di Atteone. Egli subì una terribile punizione da parte della dea Artemide, indignata con lui perché l’aveva vista nuda mentre faceva il bagno nella fonte Parteia: la dea sguinzagliò i suoi levrieri, che lo trovarono e lo sbranarono. A differenza del mito, l’autore dell’epigramma sottolinea di voler solamente catturare la donna senza che i cani la uccidano, come accadde ad Atteone ("Ζωγρήσομεν αὐτήν”= la cattureremo viva).

#2

Chiens argentés de Cypris en 5.16

Entendez: des pièces d'argent (avec lesquelles il se croit sûr de la ramener). -P. Waltz

#3

Océan en 5.16

Au sens homérique du nom (masse liquide qui était censée entourer la terre). Il prend les astres à témoin, parce qu'elle se cache de lui. -P. Waltz

#4

Sorcière en 5.16

Littéralement, la magicienne. Les Grecs appelaient μάγοι tous les hommes qui faisaient profession de deviner l'avenir ou de faire des incantations, alors qu'à l'origine ce terme désignait les prêtres des Mèdes et des Perses, qui lisaient l'avenir dans les songes ou dans le cours des astres. -P. Waltz

Alignments

μήνη χρυσόκερως , δέρκευ τάδε , καὶ περιλαμπεῖς
ἀστέρες , οὓς κόλποις Ὠκεανὸς δέχεται ,
ὥς με μόνον προλιποῦσα μυρόπνοος ᾤχετ Ἀρίστη :
ἑκταίην δ εὑρεῖν τὴν μάγον οὐ δύναμαι .

ἀλλ ἔμπης αὐτὴν ζωγρήσομεν , ἢν ἐπιπέμψω
Κύπριδος ἰχνευτὰς ἀργυρέους σκύλακας .

Luna dalle corna dorate , vedi queste cose , e lucenti
stelle , che Oceano accoglie nel petto , ( vedete queste cose ) ,
ossia che Ariste che emana profumo se ne andava avendomi lasciato solo ,
e che il sesto giorno non riesco a trovare l incantatrice ?
Ma la cattureremo in ogni caso , qualora [ io ] sguinzagli
come segugi d amore cuccioli d argento .

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