{"url":"https://anthologiagraeca.org/api/texts/9655/?format=json","language":{"code":"ita","iso_name":"Italian","url":"https://anthologiagraeca.org/api/languages/ita/?format=json"},"edition":null,"unique_id":100000002,"created_at":"2021-09-07T14:01:35.636162Z","updated_at":"2021-09-07T14:01:35.636171Z","validation":0,"status":1,"text":"L’aratore Archippo, morente precisamente per una grave malattia, quando si incamminava verso l’ade, disse appunto ai suoi figli: “cari figli amate voi la zappa e l’aratro vitale per me. Non lodate la fatica funesta dell’inaffidabile mare e la pesante fatica della navigazione dannosa.”\r\nLa madre diventava tanto più dolce della matrigna quanto la terra diventava più desiderata del bianco mare.","comments":[],"alignments":[],"passages":["https://anthologiagraeca.org/api/passages/urn:cts:greekLit:tlg7000.tlg001.ag:9.23/?format=json"]}