{"url":"https://anthologiagraeca.org/api/descriptions/28/?format=json","language":{"code":"ita","iso_name":"Italian","url":"https://anthologiagraeca.org/api/languages/ita/?format=json"},"created_at":"2018-03-06T08:14:34Z","updated_at":"2018-03-06T08:14:34Z","description":"# ramo d'oro\n\n Il ramo d’oro appare nell’Eneide virgiliana simbolo di immortalità (o per meglio dire di immunità alla morte) ma al contempo una dignità superiore che si possiede ab aeterno o viene concessa una volta e per sempre. \n “Ma non prima è concesso scendere sotto la terra che si sia colto dall’albero l’auricomo ramo. Questo dono a lei sacro Proserpina bella fissò che le si porti: e rotto il primo, ne spunta un secondo, d’oro, d’ugual metallo frondeggia un nuovo virgulto.\nTu cerca nel folto con gli occhi, e ritualmente, trovatolo, strappalo via, con la mano: da solo verrà, sarà facile se i fati ti chiamano; se no, né con forza nessuna, né con il duro ferro piegarlo o stroncarlo potrai”.\n"}