{"url":"https://anthologiagraeca.org/api/comments/151/?format=json","passages":["https://anthologiagraeca.org/api/passages/urn:cts:greekLit:tlg7000.tlg001.ag:5.32/?format=json"],"descriptions":[{"content":"# Poesie T. Tasso\n\n Torquato Tasso, Rime d'amore, 305\n\nNe i vostri dolci baci\nDe l’api è il dolce mele\nE v’è l’ago de l’api aspro crudele.\nDunque addolcito e punto\nDa voi parto in un punto.\n\nNella lirica 305 è presente una metafora che pone sullo stesso piano la donna amata dal poeta e un’ape.\nTra la poesia di Tasso e l’epigramma 32 si riscontrano delle evidenti analogie, come la dolcezza dei baci, paragonata a quella del miele, e la ferita procurata dal pungiglione dell’ape.\n\n\nTorquato Tasso, Rime d'amore, 499\n\nUn'ape esser vorrei,\ndonna bella e crudele,\nche sussurrando in voi suggesse il mèle;\ne, non potendo il cor, potesse almeno\npungervi il bianco seno,\ne 'n sì dolce ferita\nvendicata lasciar la propria vita.\n\nAnche nella lirica 499 di Tasso è presente la metafora con l’ape, ma in questo caso è il poeta stesso a immedesimarsi in essa. \nSi possono individuare somiglianze con l’epigramma di Marco Argentario, in particolare nell’immagine della ferita inflitta dall’ape in seguito a una sua puntura.\n","language":"ita"}],"unique_id":67,"created_at":"2018-04-19T12:24:34Z","updated_at":"2018-04-19T12:25:30Z","comment_type":"user_note","images":[]}